Un’appassionata lettrice,
prima di tutto. Affamata di fantasy di tutti i generi e con la testa spesso fra
le nuvole… o fra le storie.ù
Come è nata la passione per la scrittura?
Leggendo. Fin da quando
ero bambina, non volevo mai che le storie terminassero. Ne volevo sempre altre.
E così ho iniziato a inventarle.
Qual è il tuo stile?
Credo di avere uno stile
semplice, caratterizzato soprattutto dal fatto di essere molto visivo. Ho
sempre cercato di immaginare molto le scene che andavo a scrivere e tento
sempre di renderle il più visibili possibile, quasi cinematografiche. Spero di
riuscirci, ma comunque continuo a provare.
Il genere letterario che preferisci di più?
Il mio genere preferito è
sicuramente il fantasy, ma dire fantasy oggi vuol dire tutto e niente. Eppure
nel grande mondo del fantasy non c’è qualcosa che proprio detesto, mi piacciono
le diverse sfumature in modo differente.
Quale genere letterario non ti piace?
Leggo pochissimi
thriller. Ma forse un genere che proprio non mi piace è quello di quel romanzi
finto erotici stile Melissa P. o 50 sfumature.
Come nascono le tue storie?
In genere da una canzone
o da un’immagine che mi colpisce, da qualcosa che, per così dire, mi attraversa
la strada e chiede a gran voce di essere raccontata.
In genere ti immedesimi nei tuoi personaggi?
Non moltissimo, nel senso
che mi piace narrare proprio perché è bello poter far compiere ai personaggi
strade e percorsi che nella nostra vita forse noi non saremmo in grado di fare.
Cerco di dare a ognuno la propria voce e li lascio liberi di esprimersi. Il
loro limite sono sempre io, questo è certo, derivano tutti da me, dal mio
vissuto, dalle mie esperienze. Diciamo che abbiamo un rapporto dialettico.
Tanti tanti anni fa (non
scherzo, era il 2007), avevo voglia di scrivere una storia ambientata ai giorni
nostri, volevo mettermi alla prova con personaggi che avessero a che fare con
la mia stessa quotidianità, volevo imparare a inventare una storia che non
fosse ambientata… in una galassia lontana lontana. E poi desideravo tantissimo
mettermi alla prova con delle creature tipiche del mondo narrativo fantastico:
streghe e vampiri, soprattutto. E così nacque l’idea de La Congrega Bianca, che racconta, sì, di una strega che ha a che
fare con due vampiri che se la contendono, ognuno per i propri scopi, ma che
parla anche di “una semplice ragazza, che incontra un ragazzo” come dice Julia
Roberts a Hugh Grant in Notting Hill.
Stai lavorando a qualche altro libro?
Dopo tanto tempo di
inattività è stato difficile riprendere, ma adesso che sono lanciata posso
rispondere: certamente sì!
Riprendendo in mano i
lavoro che, per vari motivi, avevo accantonato, mi sono accorta che avevo due
romanzi quasi terminati, praticamente oltre la metà. E mi sono presa a
martellate sulle dita da sola. Le brutte esperienze di pubblicazione del
passato mi avevano portato via il divertimento. Ma credo di averlo
riacciuffato. Forse era solo andato a farsi un giro, come l’ombra di Peter Pan.
Ma adesso che me lo sono ricucito addosso, non mi molla più.
Così sono nel pieno di un
altro paranormal romance a tema angeli e in seguito mi metterò di buzzo buono
sul fanta-western che mi strizza l’occhio dalla cartella dei lavori da
terminare.
Il tuo sogno?
Continuare a scrivere,
divertendomi!
Contatti:
Bene, in effetti mi chiedevo se fosse uscito qualcosa di recente dell'Angelinelli. Io ricordo i libri usciti non so quanti anni fa con un editore che credo non esistere più, almeno non con il precedente marchio. Credo proprio che la riprenderò la prossima estate.
RispondiEliminaFelice che ti sia stato utile questo post Giordana :)
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