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venerdì 31 ottobre 2014
Che scrittore sei?
Questo post simpatico e leggero, tratta delle varie tipologie di scrittori che esistono e che hanno un diverso metodo per l'ideazione e la stesura dei loro racconti o romanzi.
Abbiamo così:
Lo scrittore precisino: ovvero colui che parte dalla macrostoria per poi concentrarsi sulle microstorie che guidano la trama principale, analizzando e delineando ogni singolo personaggio. Ovviamente ha tutto sotto controllo durante la stesura.
Lo scrittore ottimista: parte con un'idea generale e fa o una scaletta o un riassunto dettagliato della trama, ma quando inizia a svilupparla i personaggi prendono in mano la situazione e gli sconvolgono i piani.
Lo scrittore lampadina: colui che ha l'ispirazione all'improvviso e, proprio per questo, gira sempre con un blocchetto dove segna tutte le idee che gli vengono in mente. In genere la sua storia nasce dall'idea di un personaggio, o da un'ambientazione o addirittura dal finale e da qui inizia a creare la trama che poi andrà a sviluppare man mano.
Lo scrittore indeciso: scrive 400 pagine, ma arrivato alla fine del lavoro capisce che la storia non gli piace più o non lo convince, quindi cancella tutto iniziando d'accapo. Può diventare uno scrittore indeciso, sia lo scrittore ottimista, lampadina, sognatore, appassionato e brillo, tranne il precisino.
Lo scrittore sognatore: come dal nome, prende spunto dai propri sogni. Dorme con un blocchetto sotto il cuscino o con il cellulare a portata di mano, in modo da segnare subito qualche particolare interessante prima che si dimentichi. A volte, questa categoria si alza nel cuore della notte per accendere il computer e scrivere a caldo le sensazioni e gli avvenimenti sognati.
Lo scrittore appassionato: si immedesima sempre nel protagonista, quindi la storia che scrive è una sua fantasia su cosa vorrebbe essere, dove vorrebbe vivere, con chi ecc.
Lo scrittore brillo: scrive solo dopo qualche cicchetto di liquore o una bella birra.
Conoscete altre categorie? Quale tra queste si avvicina a voi?
Io sono lo scrittore lampadina XD.
Per altri post Criccosi:
-Indice Discussioni Criccose
Stefania.
giovedì 31 luglio 2014
Prima cosa il Rispetto
Mi capita spesso di leggere commenti che mi danno un pò fastidio:
-blogger contro blogger
-scrittori contro scrittori
-scrittori contro blogger
Ovviamente tutti commenti negativi che sputano giudizio su altri.
Sinceramente, anche se si esordisce col dire "non sono invidioso ma..." (o frasi simili) per me è il contrario, e mi hanno colpito tre casi:
1) Adoro le blogger che recensiscono i libri, soprattutto di esordienti, perchè cercano di dare una valutazione e una critica che può essere di aiuto all'autore. Ci sono blogger che hanno un modo più delicato o comunque meno aggressivo per esporre la propria idea, ed altre che scrivono nero su bianco ciò che pensano, ma la cosa che contesto è la critica NON costruttiva.
Che senso ha dire in una recensione (ad esempio) "Fa schifo!" ?
Si dovrebbe esprime il concetto in modo professionale e si avanzano delle critiche costruttive perchè ovviamente un racconto o un romanzo non può certo piacere a tutti, fortunatamente abbiamo gusti diversi.
2) Trovo assurdo leggere commenti e sapere di autori che litigano con la blogger perchè non ha fatto una recensione positiva o che mandano e.mail di protesta alle case editrici perchè è stato rifiutato il lavoro.
Stiamo diventando matti?
Non avete mai ricevuto un NO in vita vostra?
Conoscete la parola umiltà?
E soprattutto, cos'è per voi scrivere?
Mi meraviglio quando leggo queste cose perchè per quanto abbia ricevuto dei no o delle critiche ho sempre cercato di prendere il meglio da queste situazioni. Va benissimo essere sicuri di quello che si scrive ed è normalissimo rimanerci male per dei no, ma da questo ad arrivare ad accanirsi contro blogger, case editrici, giurie di concorsi... mi sembra assurdo.
3) In ultimo trovo una cosa estremamente triste leggere commenti, non molto leggeri, di scrittori che criticano altri autori per vari motivi: come per il romanzo, o perchè "tizio" ha pubblicato con "caio" o perchè la copertina di "cicci" è brutta eccetera... Ci sono modi e modi per esprimere un'opinione.
Questo post è stato scritto non solo per sfogo, perchè è assurdo leggere certe cose, ma spero che serva anche per far riflettere.
Stefania :)
-blogger contro blogger
-scrittori contro scrittori
-scrittori contro blogger
Ovviamente tutti commenti negativi che sputano giudizio su altri.
Sinceramente, anche se si esordisce col dire "non sono invidioso ma..." (o frasi simili) per me è il contrario, e mi hanno colpito tre casi:
1) Adoro le blogger che recensiscono i libri, soprattutto di esordienti, perchè cercano di dare una valutazione e una critica che può essere di aiuto all'autore. Ci sono blogger che hanno un modo più delicato o comunque meno aggressivo per esporre la propria idea, ed altre che scrivono nero su bianco ciò che pensano, ma la cosa che contesto è la critica NON costruttiva.
Che senso ha dire in una recensione (ad esempio) "Fa schifo!" ?
Si dovrebbe esprime il concetto in modo professionale e si avanzano delle critiche costruttive perchè ovviamente un racconto o un romanzo non può certo piacere a tutti, fortunatamente abbiamo gusti diversi.
2) Trovo assurdo leggere commenti e sapere di autori che litigano con la blogger perchè non ha fatto una recensione positiva o che mandano e.mail di protesta alle case editrici perchè è stato rifiutato il lavoro.
Stiamo diventando matti?
Non avete mai ricevuto un NO in vita vostra?
Conoscete la parola umiltà?
E soprattutto, cos'è per voi scrivere?
Mi meraviglio quando leggo queste cose perchè per quanto abbia ricevuto dei no o delle critiche ho sempre cercato di prendere il meglio da queste situazioni. Va benissimo essere sicuri di quello che si scrive ed è normalissimo rimanerci male per dei no, ma da questo ad arrivare ad accanirsi contro blogger, case editrici, giurie di concorsi... mi sembra assurdo.
3) In ultimo trovo una cosa estremamente triste leggere commenti, non molto leggeri, di scrittori che criticano altri autori per vari motivi: come per il romanzo, o perchè "tizio" ha pubblicato con "caio" o perchè la copertina di "cicci" è brutta eccetera... Ci sono modi e modi per esprimere un'opinione.
Questo post è stato scritto non solo per sfogo, perchè è assurdo leggere certe cose, ma spero che serva anche per far riflettere.
Stefania :)
venerdì 18 luglio 2014
Il Rifiuto delle Case Editrici
E' tosta... a volte è proprio tosta crede fino in fondo al nostro lavoro e, se siamo fortunati, ci arriva una e.mail di rifiuto dalla casa editrice, in altri casi il nulla più totale.
Dopo vari rifiuti è normale essere assaliti dallo sconforto e questo ci può portare a:
- riprendere in mano la storia arrivando anche a stravolgerla
- mette il manoscritto in un cassetto
- nel peggiore dei casi si decide proprio di abbandonare la scrittura (cosa sbagliata perchè si scrive per il piacere di farlo e non per mirare unicamente a una pubblicazione)
Non sempre i lavori vengono rifiutati perchè non sono bei lavori, ci sono tanti fattori da considerare:
- se il manoscritto è adeguato al genere che propone la casa editrice (ad esempio inviamo un romanzo fantasy, ma questo genere ha tante sfaccettature e può succedere che la C.E. in questione predilige più un Epic Fantasy invece che un Urban Fantasy)
- se la persona che in quel momento legge la storia viene convinta o è un amante del genere (ciò riguarda più che altro le Big dato che si avvalgono di più persone per visionare i manoscritti)
- se il manoscritto si presenta da solo o viene proposto da degli Agenti Letterari (anche in questo caso si parla più che altro delle Big)
- se il tipo di storia che presentiamo in quel momento è una tematica ricercata (ad esempio c'è stato il boom delle storie di vampiri e in questo caso dipende se la C.E. fa una scelta più commerciale oppure ha altri metodi di valutazione)
- se la storia è troppo lunga, quindi l'editore non se la sente di investire sul progetto perchè ciò porterebbe a un'onerosa spesa per la stampa (in questo caso parliamo più di case editrici free)
Insomma ci sono veramente tanti fattori, proprio perchè le case editrici sono tutte diverse e ognuna ha una sua ideologia e un suo metodo di scelta.
Per tirarci un pò su di morale ricordo che grandi scrittori sono stati rifiutati tante volte come
King che per il romanzo Carrie ha ricevuto ben 30 rifiuti, oppure la Rowling che se non sbaglio dagli 8 ai 12 rifiuti...
Quindi non bisogna scoraggiarsi, in questi casi o si continua imperterriti a inviare il lavoro ad altre case editrici, o si decide di affidarsi ad un' Agenzia Letteraria, oppure si prende la via del Self Publishing o, ancora, si può mettere un attimo da parte il lavoro riproponendolo in futuro, ma la cosa importante è credere sempre in ciò che scriviamo e non smettere di coltivare la nostra passione per un pò di sconforto :)
Voi come reagite al rifiuto delle case editrici?
Altri post che possono essere utili:
- L'autocorrezione
- I concorsi letterari
- Troppo corto - Troppo lungo
- La scelta della casa editrice!
- Presentazione del libro degli esordienti: il tour delle Case Editrici
- Il self publishing
- Ho finito di scrivere il mio racconto/romanzo e ora?
Stefania
Dopo vari rifiuti è normale essere assaliti dallo sconforto e questo ci può portare a:
- riprendere in mano la storia arrivando anche a stravolgerla
- mette il manoscritto in un cassetto
- nel peggiore dei casi si decide proprio di abbandonare la scrittura (cosa sbagliata perchè si scrive per il piacere di farlo e non per mirare unicamente a una pubblicazione)
Non sempre i lavori vengono rifiutati perchè non sono bei lavori, ci sono tanti fattori da considerare:
- se il manoscritto è adeguato al genere che propone la casa editrice (ad esempio inviamo un romanzo fantasy, ma questo genere ha tante sfaccettature e può succedere che la C.E. in questione predilige più un Epic Fantasy invece che un Urban Fantasy)
- se la persona che in quel momento legge la storia viene convinta o è un amante del genere (ciò riguarda più che altro le Big dato che si avvalgono di più persone per visionare i manoscritti)
- se il manoscritto si presenta da solo o viene proposto da degli Agenti Letterari (anche in questo caso si parla più che altro delle Big)
- se il tipo di storia che presentiamo in quel momento è una tematica ricercata (ad esempio c'è stato il boom delle storie di vampiri e in questo caso dipende se la C.E. fa una scelta più commerciale oppure ha altri metodi di valutazione)
- se la storia è troppo lunga, quindi l'editore non se la sente di investire sul progetto perchè ciò porterebbe a un'onerosa spesa per la stampa (in questo caso parliamo più di case editrici free)
Insomma ci sono veramente tanti fattori, proprio perchè le case editrici sono tutte diverse e ognuna ha una sua ideologia e un suo metodo di scelta.
Per tirarci un pò su di morale ricordo che grandi scrittori sono stati rifiutati tante volte come
King che per il romanzo Carrie ha ricevuto ben 30 rifiuti, oppure la Rowling che se non sbaglio dagli 8 ai 12 rifiuti...
Quindi non bisogna scoraggiarsi, in questi casi o si continua imperterriti a inviare il lavoro ad altre case editrici, o si decide di affidarsi ad un' Agenzia Letteraria, oppure si prende la via del Self Publishing o, ancora, si può mettere un attimo da parte il lavoro riproponendolo in futuro, ma la cosa importante è credere sempre in ciò che scriviamo e non smettere di coltivare la nostra passione per un pò di sconforto :)
Voi come reagite al rifiuto delle case editrici?
Altri post che possono essere utili:
- L'autocorrezione
- I concorsi letterari
- Troppo corto - Troppo lungo
- La scelta della casa editrice!
- Presentazione del libro degli esordienti: il tour delle Case Editrici
- Il self publishing
- Ho finito di scrivere il mio racconto/romanzo e ora?
Stefania
giovedì 10 luglio 2014
L'autocorrezione
Rieccomi dopo un periodo complicato e stressante.
Oggi vorrei trattare di un argomento che in genere è sempre una seccatura per uno scrittore, ovvero l'autocorrezione.
Dopo mesi e mesi tra blocco dello scrittore, momenti di sfrenata ispirazione, personaggi che sfuggono dal nostro controllo stravolgendo la scaletta della trama, ore di sonno perse vicino al monitor del pc con ogni genere di bevanda per tenerci svegli... ecco che arriva il momento fatidico in cui scriviamo l'ultima parola con un bel punto, provando emozioni contrastanti che vanno dall'euforia alla tristezza.
Il giorno dopo riguardiamo il nostro lavoro con estrema soddisfazione ed è in quel momento che arriva "la botta in testa": è il momento dell'autocorrezione.
Tale pratica può durare da poche settimane a mesi. Il problema è che potremo leggere il lavoro 10, 100, 1000 volte, ma troveremo sempre qualcosa che non va bene, arrivando anche a modificare parti della storia. Si rischia di non trovare una fine e si continua a leggere fin quando non si ci stanca e si molla il manoscritto in un cassetto.
In genere mi impongo un limite che va dalle 3 alle, massimo, 5 letture anche perchè inizio ad odiare i personaggi e la storia XD. Dopo l'autocorrezione affido il lavoro a una persona fidata e amante della lettura che pazientemente segna eventuali errori che mi sono sfuggiti (<3)
Consiglio a chi inizia a fare la prima autocorrezione del suo lavoro o alle persone che ci perdono parecchio tempo:
1- datevi un limite di letture
2- passate il lavoro a 1 o 2 persone fidate che segnalano errori e danno consigli sulla trama (è sempre meglio avere un parere esterno anche su questo)
E voi? Qual è il vostro approccio quando arrivate al momento dell'autocorrezione?
Alti post utili:
- I concorsi letterari
- Ho finito di scrivere il mio racconto/romanzo e ora?
- Presentazione del libro degli esordienti: il tour delle Case Editrici
- Il Self Publishing
- La scelta della casa editrice!
- Troppo corto - Troppo lungo
Stefania
Oggi vorrei trattare di un argomento che in genere è sempre una seccatura per uno scrittore, ovvero l'autocorrezione.
Dopo mesi e mesi tra blocco dello scrittore, momenti di sfrenata ispirazione, personaggi che sfuggono dal nostro controllo stravolgendo la scaletta della trama, ore di sonno perse vicino al monitor del pc con ogni genere di bevanda per tenerci svegli... ecco che arriva il momento fatidico in cui scriviamo l'ultima parola con un bel punto, provando emozioni contrastanti che vanno dall'euforia alla tristezza.
Il giorno dopo riguardiamo il nostro lavoro con estrema soddisfazione ed è in quel momento che arriva "la botta in testa": è il momento dell'autocorrezione.
Tale pratica può durare da poche settimane a mesi. Il problema è che potremo leggere il lavoro 10, 100, 1000 volte, ma troveremo sempre qualcosa che non va bene, arrivando anche a modificare parti della storia. Si rischia di non trovare una fine e si continua a leggere fin quando non si ci stanca e si molla il manoscritto in un cassetto.
In genere mi impongo un limite che va dalle 3 alle, massimo, 5 letture anche perchè inizio ad odiare i personaggi e la storia XD. Dopo l'autocorrezione affido il lavoro a una persona fidata e amante della lettura che pazientemente segna eventuali errori che mi sono sfuggiti (<3)
Consiglio a chi inizia a fare la prima autocorrezione del suo lavoro o alle persone che ci perdono parecchio tempo:
1- datevi un limite di letture
2- passate il lavoro a 1 o 2 persone fidate che segnalano errori e danno consigli sulla trama (è sempre meglio avere un parere esterno anche su questo)
E voi? Qual è il vostro approccio quando arrivate al momento dell'autocorrezione?
Alti post utili:
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- Troppo corto - Troppo lungo
Stefania
venerdì 24 gennaio 2014
I concorsi letterari
A parer mio è un argomento tanto vasto e delicato come quello delle case editrici perchè, anche qui, ci sono concorsi letterari a pagamento e non.
Partiamo dalla domanda: a cosa servono i concorsi letterari?
Possono servire a:
-fare le prime esperienze di scrittura e confrontarsi con altri colleghi
-è un'altra via per arrivare alla pubblicazione
Partecipai, per caso e per gioco, al mio primo concorso letterario che vinsi con il Dott. A-Z, dopo poco partecipai ad altri due concorsi e alla fine decisi di fermarmi. Forse avrò un limite, ma non riesco a dedicarmi contemporaneamente a due opere. Non sono mai ferma nella scrittura, ho sempre un lavoro da portare avanti e anche se ci sono piccoli periodi di fermo per i vari impegni, quando ho un pò di tempo lo riprendo in mano perchè non mi piace lasciare a metà una storia. Per questo non riesco a lavorare anche per i concorsi:
1- perchè se scrivo una storia, la devo scrivere per bene e non devo correre.
2- parecchi concorsi hanno un limite di battute e spesso mi è difficile esprimermi al meglio per questi parametri. Di conseguenza scrivo la storia e poi mi trovo a tagliare e tagliare, ma a quel punto la narrazione non fila più come prima.
Fatto rimane che i concorsi letterari sono stimolanti, alcuni hanno dei temi interessanti e anche simpatici e ce ne sono veramente tanti in giro. Vi consiglio di diffidate da quelli a pagamento o per lo meno assicuratevi che la somma da pagate, per partecipare, sia GIUSTIFICATA nel regolamento.
A chi si approccia per la prima volta a questo mondo e vuole mettersi in gioco, vi consiglio di puntare su concorsi NON a pagamento. Fate attenzione al regolamento, a volte anche solo da come è scritto si può capire la serietà del concorso.
Voi cosa ne pensate? :)
Riuscite a dedicarvi alla vostra opera e a partecipare anche ai concorsi? :)
Altri post interessanti:
-Ho finito di scrivere il mio racconto/romanzo e ora?
-Il Self Publishing
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-Troppo corto - Troppo lungo
p.s. Finalmente sono riuscita a postare oggi. Chiedo venia per questo periodo, ma è una corsa contro il tempo per la preparazione della tesi, quindi non so se riuscirò a mantenere il ritmo di un post a settimana. Scusate ç_ç
Stefania
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p.s. Finalmente sono riuscita a postare oggi. Chiedo venia per questo periodo, ma è una corsa contro il tempo per la preparazione della tesi, quindi non so se riuscirò a mantenere il ritmo di un post a settimana. Scusate ç_ç
Stefania
giovedì 19 dicembre 2013
Le vacanze di Natale per uno scrittore
Ci siamo quasi, da settimana prossima avremo un pò di tregua dall'università, dal lavoro, dal tran tran quotidiano.
C'è chi si prepara in anticipo per il cenone o il pranzo di Natale, chi prende le ricette natalizie della nonna (che sono sempre le migliori), c'è chi riprende il libro che aveva lasciato in sospeso perchè non aveva il tempo di dedicarsi alla lettura, chi si cimenterà nell'infinita autocorrezione, chi invece, come spero di fare io, pensa di andare avanti con il romanzo.
A parte i giorni di fuoco come il 24-25-26 in cui ti senti come un maialino imbottito pronto per essere messo in forno, ci sono quei giorni di stallo (dal 27 al 30) in cui sei in fase di convalescenza e di perenne digestione, e quindi possiamo dedicarci agli obiettivi che ci siamo prefissati per i nostri lavori.
Qui al sud è così, c'è la concezione, tramandata dalle nonne, del grande cenone o del grande pranzo del tipo che ci sono due primi, tre secondi, una decina di contorni, per non parlare di dolci e frutta secca a volontà, ma dato che la vigilia e Natale la passeremo a casa mia e cucineremo io e mia madre ridimensioneremo il tutto andando contro i comandi di mia nonna XD.
Voi come le passerete le feste? Che programmi avete con i vostri lavori? :)
Non so se settimana prossima riuscirò ad aggiornare il blog, nel caso in cui non mi dovessi farmi viva vi auguro da adesso:
C'è chi si prepara in anticipo per il cenone o il pranzo di Natale, chi prende le ricette natalizie della nonna (che sono sempre le migliori), c'è chi riprende il libro che aveva lasciato in sospeso perchè non aveva il tempo di dedicarsi alla lettura, chi si cimenterà nell'infinita autocorrezione, chi invece, come spero di fare io, pensa di andare avanti con il romanzo.
A parte i giorni di fuoco come il 24-25-26 in cui ti senti come un maialino imbottito pronto per essere messo in forno, ci sono quei giorni di stallo (dal 27 al 30) in cui sei in fase di convalescenza e di perenne digestione, e quindi possiamo dedicarci agli obiettivi che ci siamo prefissati per i nostri lavori.
Qui al sud è così, c'è la concezione, tramandata dalle nonne, del grande cenone o del grande pranzo del tipo che ci sono due primi, tre secondi, una decina di contorni, per non parlare di dolci e frutta secca a volontà, ma dato che la vigilia e Natale la passeremo a casa mia e cucineremo io e mia madre ridimensioneremo il tutto andando contro i comandi di mia nonna XD.
Voi come le passerete le feste? Che programmi avete con i vostri lavori? :)
Non so se settimana prossima riuscirò ad aggiornare il blog, nel caso in cui non mi dovessi farmi viva vi auguro da adesso:
Buone Feste!
Buon Natale e Buon Capodanno.
Ci "vediamo" presto con l'anno nuovo :)
Altri post utili:
- Regali per uno scrittore
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- Regali per uno scrittore
Stefania
giovedì 21 novembre 2013
Il blocco dello scrittore
Cosa che capita a tutti gli scrittori, che è peggio di quando non c'è la voglia di scrivere, è il famoso blocco!
In genere arriva dopo un periodo fruttuoso di scrittura, caso mai siamo arrivati a metà romanzo o peggio, quasi alla fine, o altre volte iniziamo il lavoro, ma già dai primi capitoli c'è qualcosa che non ci convince.
E' una delle cose peggiori proprio perchè capita nei periodi in cui si ha voglia di scrivere, ma tutto ad un tratto "bang"! Il vuoto più totale.
Ognuno affronta questo momento in modo diverso e così abbiamo:
- Lo scrittore ostinato: è quella categoria di persone che si mettono o davanti al pc o davanti un foglio di carta e non si scollano dalla scrivania fin quando non trovano il modo di sbloccarsi.
- Lo scrittore sognatore: si immagina di entrare nella sua storia e di prendere a schiaffi ogni singolo personaggio. Dialoga con loro e attua una strategia di azione per andare avanti.
- Lo scrittore inciucione (pettegolo): prende di mira amici o cugini o parenti e discutono sulla situazione dei singoli personaggi come se fossero veri.
- Lo scrittore in cerca di ispirazione: legge libri, guarda film o sente musica nella speranza di trovare un qualcosa che lo ispiri e che lo sblocchi.
- Lo scrittore goloso: per il nervoso si lancia sul barattolo di nutella, sui dolciumi o sul salato.
- Lo scrittore pacato: non fa niente per trovare una soluzione. Vive tranquillamente la sua vita cercando di non pensare al racconto. La sua filosofia: "l'idea arriverà al momento giusto".
Io mi trovo tra la categoria scrittore inciucione (metto in croce mia sorella XD) e lo scrittore pacato.
Voi in che categoria vi trovate? Oppure vi approcciato al blocco dello scrittore in altro modo facendomi scoprire un'altra categoria? :)
Stefania
In genere arriva dopo un periodo fruttuoso di scrittura, caso mai siamo arrivati a metà romanzo o peggio, quasi alla fine, o altre volte iniziamo il lavoro, ma già dai primi capitoli c'è qualcosa che non ci convince.
E' una delle cose peggiori proprio perchè capita nei periodi in cui si ha voglia di scrivere, ma tutto ad un tratto "bang"! Il vuoto più totale.
Ognuno affronta questo momento in modo diverso e così abbiamo:
- Lo scrittore ostinato: è quella categoria di persone che si mettono o davanti al pc o davanti un foglio di carta e non si scollano dalla scrivania fin quando non trovano il modo di sbloccarsi.
- Lo scrittore sognatore: si immagina di entrare nella sua storia e di prendere a schiaffi ogni singolo personaggio. Dialoga con loro e attua una strategia di azione per andare avanti.
- Lo scrittore inciucione (pettegolo): prende di mira amici o cugini o parenti e discutono sulla situazione dei singoli personaggi come se fossero veri.
- Lo scrittore in cerca di ispirazione: legge libri, guarda film o sente musica nella speranza di trovare un qualcosa che lo ispiri e che lo sblocchi.
- Lo scrittore goloso: per il nervoso si lancia sul barattolo di nutella, sui dolciumi o sul salato.
- Lo scrittore pacato: non fa niente per trovare una soluzione. Vive tranquillamente la sua vita cercando di non pensare al racconto. La sua filosofia: "l'idea arriverà al momento giusto".
Io mi trovo tra la categoria scrittore inciucione (metto in croce mia sorella XD) e lo scrittore pacato.
Voi in che categoria vi trovate? Oppure vi approcciato al blocco dello scrittore in altro modo facendomi scoprire un'altra categoria? :)
Stefania
giovedì 17 ottobre 2013
Dott. A-Z
Oggi parlo un pò di me :)
Come ho già spiegato nel post di presentazione, scrivo da quando ho quindici anni perchè l'ho sempre trovato un modo per sfuggire dalla realtà, una sorta di sfogo. Fin da piccola ho vissuto in un mondo tutto mio e solo nell'adolescenza ho deciso di trasportare questo mondo da un'idea astratta alle parole su carta. Crescendo, mi sono accorta di non poter fare a meno di scrivere. Adoro lavorare a una storia, creare un nuovo mondo, far interagire tra loro personaggi fantastici, creare colpi di scena...
Nel 2011, mi sono imbattuta per caso in un concorso letterario, ho partecipato per gioco perchè non avrei mai immaginato di vincere, e proprio in questa occasione ho creato non tanto una storia quanto un personaggio, il quale non posso fare a meno di inserirlo in tutte le mie storie: che sia una comparsa o che abbia un ruolo secondario o primario, ma ci deve essere :)
Un pò perchè ci sono molto affezionata e un pò perchè fa parte di me. Con lui ho pubblicato la prima volta ed è come se fosse un percorso che dobbiamo fare insieme.
Bando alle ciance, ho scritto anche troppo :)
Il "Dotto. A-Z" si trova in un'antologia fantasy con altri racconti di genere, edito Limana Umanita e il titolo è:
I Mondi del Fantasy
Come ho già spiegato nel post di presentazione, scrivo da quando ho quindici anni perchè l'ho sempre trovato un modo per sfuggire dalla realtà, una sorta di sfogo. Fin da piccola ho vissuto in un mondo tutto mio e solo nell'adolescenza ho deciso di trasportare questo mondo da un'idea astratta alle parole su carta. Crescendo, mi sono accorta di non poter fare a meno di scrivere. Adoro lavorare a una storia, creare un nuovo mondo, far interagire tra loro personaggi fantastici, creare colpi di scena...
Nel 2011, mi sono imbattuta per caso in un concorso letterario, ho partecipato per gioco perchè non avrei mai immaginato di vincere, e proprio in questa occasione ho creato non tanto una storia quanto un personaggio, il quale non posso fare a meno di inserirlo in tutte le mie storie: che sia una comparsa o che abbia un ruolo secondario o primario, ma ci deve essere :)
Un pò perchè ci sono molto affezionata e un pò perchè fa parte di me. Con lui ho pubblicato la prima volta ed è come se fosse un percorso che dobbiamo fare insieme.
Bando alle ciance, ho scritto anche troppo :)
Il "Dotto. A-Z" si trova in un'antologia fantasy con altri racconti di genere, edito Limana Umanita e il titolo è:
I Mondi del Fantasy
Hanno fatto 3 edizioni di questo concorso letterario e quello in cui è presente il Dottore è la prima edizione, quindi quella senza numero :). E' possibile acquistarlo sia:
sul sito IBS (dal quale ho preso l'immagine di sopra)
sul sito Amazon
Insomma è facilmente reperibile e ci sono ben 25 racconti di bravissimi autori che toccano le varie sfaccettature del mondo fantastico. Vi lascio un pezzettino del racconto del Dottore se vi può interessare :)
Dott. A-Z
Cammino,
saltello, trotterello per le strade antiche della città. La nebbia è fitta, il
cielo nuvoloso. L’atmosfera è cupa, triste, frenetica: c’è chi corre per le
strade con una ventiquattr'ore in mano, chi impreca in macchina, chi litiga con
il vicino di casa, chi cammina taciturno, triste, chiedendosi se esiste un
mondo migliore di questo. Sorrido sornione come un gatto, individuando la mia
“preda”.
La gente mi guarda strabuzzando gli occhi: sono un individuo singolare dato che
mi muovo su trampoli di sessanta centimetri. I pantaloni di raso blu notte
scendono lungo le gambe esili, senza fare una piega, la camicia con il
panciotto e la giacca lunga si coordinano alla mise elegante giocando
con i toni del blu, del bianco e del nero. In testa un cappello a cilindro sui
capelli lisci, lunghi fino alla vita e color della notte.
Il mio
viso…
Beh il mio viso non c’è, non si vede, ho una
maschera bianca e sorridente.
Sì, unico
vincolo che tiene insieme due persone completamente diverse, in un solo corpo.
Suvvia, suvvia! Non fare sempre il
melodrammatico, musone che non sei altro!
“Sta zitto!
Smettila di parlare nella mia testa.”
Tua testa?! Mia testa. Nostra testa. Non trovi
che sia una perfetta scatola nera in cui coabitiamo? La vorrei più colorata però.
Sì, sì più colorata e con tanti dolci.
Mi muovo
agile nonostante quell’impalcatura assurda che ho ai piedi, per fortuna ho un
fisico asciutto e longilineo.
Assurda? Non è affatto assurda. Non trovi
che il mondo sia più bello visto da questa prospettiva. Guardali, guardali,
sembriamo gli Imperatori del mondo.
Non gli do udienza, ormai ho imparato dopo tanti anni a far finta che non
esista, che sia solo il fastidioso ronzio di un insetto. Fin quando ci troviamo
nel mondo reale posso parlare solo io, senza che lui possa prendere prenda il
possesso del mio corpo, ma ahimè! A volte devo accontentarlo, altrimenti fa i
capricci come un bambino, e questa è la ragione del mio stravagante e assurdo
abbigliamento.
Assurdo? Assurdo?! Pensi che sia più
assurdo di quelle scritte volgari sulle magliette? O di quelle mutande in
vista? O delle chiappe che prendono aria al vento?
Una ragazzina mi viene a sbattere contro facendo cadere alcuni libri che ha
in mano.
- Mi scusi signore - Si china subito a raccoglierli, ma i suoi occhi si
soffermano sui trampoli e lentamente risalgono fino a incrociare i miei, che la
guardano attraverso la maschera.
- Non si preoccupi signorina. Si è fatta male? - le chiedo premuroso.
Si alza rivolgendomi uno sguardo titubante.
Ihihihih sta pensando che sei pazzo.
“Quello
pazzo tra i due sei tu.”
- Non abbia paura di me, mi dispiace se l’ho spaventata con il mio essere
stravagante - la guardo per bene e deduco che potrà avere quindici anni.
-
Particolare direi - fa un sorriso di circostanza.
Sì, sì, prima ci ho visto bene. È lei, è
lei la nostra preda.
Raccolgo da
terra, con un gesto fluido ed elegante, il blocco di libri e glielo porgo.
- Ha un viso così triste, come se si sentisse un pesce fuor d’acqua -
Sobbalza alle mie parole perché ho ragione, e ogni volta è la stessa storia.
Ciò che cerco sono persone stanche di questa vita, che pensano di non avere un
reale scopo e che se sparissero dalla faccia della terra non avrebbero nulla da
perdere, ma solo da guadagnare. Purtroppo non basta una semplice chiacchierata
a convincerle del contrario: o se ne escono da sole da questa anticamera di
solitudine e depressione o devono essere sottoposte a una prova molto
difficile.
E qui entro in gioco io. Oh che bello,
che bello! Un altro compagno di giochi.
Lei rimane in silenzio all'inizio, non sapendo che
fare. Fa per dire qualcosa, ma gentilmente alzo un dito, come per ammonirla, e
lo avvicino alle sue labbra.
- Sssshh. Se viene con me la porterò in un luogo fantastico. Un luogo che le farà capire cosa deve fare della sua esistenza. Un luogo che potrebbe ridarle la voglia di vivere, se soltanto avesse un forte animo e soprattutto tanto orgoglio -
- Sssshh. Se viene con me la porterò in un luogo fantastico. Un luogo che le farà capire cosa deve fare della sua esistenza. Un luogo che potrebbe ridarle la voglia di vivere, se soltanto avesse un forte animo e soprattutto tanto orgoglio -
Stefania :)
sabato 28 settembre 2013
Le abitudini di uno scrittore
Finalmente!
Giovedì mi sono levata di torno un mattone di esame.
Purtroppo, quando sono incasinata con gli esami dell'università, non riesco a trovare il tempo per dedicarmi neanche alla semplice lettura dato che faccio le ore piccole con lo studio e poi filo a nanna con al posto della testa una centrifuga. Adesso sono in astinenza di lettura e soprattutto di scrittura, ma è anche vero che non riesco a scrivere in qualsiasi momento della giornata o in qualsiasi situazione.
Credo che ogni scrittore abbia un momento o una situazione particolare in cui riesce a dedicarsi alla sua creazione.
Per quanto mi riguarda difficilmente riesco a scrivere di mattina, troppe distrazioni, non ho mai provato ad andare in un bar con il pc, ma credo che il risultato sarebbe lo stesso.
La mia situazione ideale è di sera, quando a casa nessuno rompe le scatole, infilo gli auricolari e sento la musica in base al capitolo che devo scrivere e affianco al pc, oltre al fedele blocchetto in cui tengo scritte tutte le idee che mi vengono in mente nell'arco della giornata, in inverno c'è sempre una calda tazza di tea o una tisana.
Così sono capace di scrivere anche tre ore di fila e non accorgermi del tempo che passa.
E voi? Quali sono le vostre abitudini quando scrivete? :)
Stefania
Giovedì mi sono levata di torno un mattone di esame.
Purtroppo, quando sono incasinata con gli esami dell'università, non riesco a trovare il tempo per dedicarmi neanche alla semplice lettura dato che faccio le ore piccole con lo studio e poi filo a nanna con al posto della testa una centrifuga. Adesso sono in astinenza di lettura e soprattutto di scrittura, ma è anche vero che non riesco a scrivere in qualsiasi momento della giornata o in qualsiasi situazione.
Credo che ogni scrittore abbia un momento o una situazione particolare in cui riesce a dedicarsi alla sua creazione.
Per quanto mi riguarda difficilmente riesco a scrivere di mattina, troppe distrazioni, non ho mai provato ad andare in un bar con il pc, ma credo che il risultato sarebbe lo stesso.
La mia situazione ideale è di sera, quando a casa nessuno rompe le scatole, infilo gli auricolari e sento la musica in base al capitolo che devo scrivere e affianco al pc, oltre al fedele blocchetto in cui tengo scritte tutte le idee che mi vengono in mente nell'arco della giornata, in inverno c'è sempre una calda tazza di tea o una tisana.
Così sono capace di scrivere anche tre ore di fila e non accorgermi del tempo che passa.
E voi? Quali sono le vostre abitudini quando scrivete? :)
Stefania
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