Visualizzazione post con etichetta abitudini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta abitudini. Mostra tutti i post

venerdì 31 ottobre 2014

Che scrittore sei?


Questo post simpatico e leggero, tratta delle varie tipologie di scrittori che esistono e che hanno un diverso metodo per l'ideazione e la stesura dei loro racconti o romanzi.
Abbiamo così:

Lo scrittore precisino: ovvero colui che parte dalla macrostoria per poi concentrarsi sulle microstorie che guidano la trama principale, analizzando e delineando ogni singolo personaggio. Ovviamente  ha tutto sotto controllo durante la stesura.

Lo scrittore ottimista: parte con un'idea generale e fa o una scaletta o un riassunto dettagliato della trama, ma quando inizia a svilupparla i personaggi prendono in mano la situazione e gli sconvolgono i piani.

Lo scrittore lampadina: colui che ha l'ispirazione all'improvviso e, proprio per questo, gira sempre con un blocchetto dove segna tutte le idee che gli vengono in mente. In genere la sua storia nasce dall'idea di un personaggio, o da un'ambientazione o addirittura dal finale e da qui inizia a creare la trama che poi andrà a sviluppare man mano.

Lo scrittore indeciso: scrive 400 pagine, ma arrivato alla fine del lavoro capisce che la storia non gli piace più o non lo convince, quindi cancella tutto iniziando d'accapo. Può diventare uno scrittore indeciso, sia lo scrittore ottimista, lampadina, sognatore, appassionato e brillo, tranne il precisino.

Lo scrittore sognatore: come dal nome, prende spunto dai propri sogni. Dorme con un blocchetto sotto il cuscino o  con il cellulare a portata di mano, in modo da segnare subito qualche particolare interessante prima che si dimentichi. A volte, questa categoria si alza nel cuore della notte per accendere il computer e scrivere a caldo le sensazioni e gli avvenimenti sognati.

Lo scrittore appassionato: si immedesima sempre nel protagonista, quindi la storia che scrive è una sua fantasia su cosa vorrebbe essere, dove vorrebbe vivere, con chi ecc.

Lo scrittore brillo: scrive solo dopo qualche cicchetto di liquore o una bella birra.

Conoscete altre categorie? Quale tra queste si avvicina a voi?
Io sono lo scrittore lampadina XD.

Per altri post Criccosi:
-Indice Discussioni Criccose

Stefania.



giovedì 10 luglio 2014

L'autocorrezione

Rieccomi dopo un periodo complicato e stressante.

Oggi vorrei trattare di un argomento che in genere è sempre una seccatura per uno scrittore, ovvero l'autocorrezione.
Dopo mesi e mesi tra blocco dello scrittore, momenti di sfrenata  ispirazione, personaggi che sfuggono dal nostro controllo  stravolgendo la scaletta della trama, ore di sonno perse vicino al monitor del pc con ogni genere di bevanda per tenerci svegli... ecco che arriva il momento fatidico in cui scriviamo l'ultima parola con un bel punto, provando emozioni contrastanti che vanno dall'euforia alla tristezza.
Il giorno dopo riguardiamo il nostro lavoro con estrema soddisfazione ed è in quel momento che arriva "la botta in testa": è il momento dell'autocorrezione.

Tale pratica può durare da poche settimane a mesi. Il problema è che potremo leggere il lavoro 10, 100, 1000 volte, ma troveremo sempre qualcosa che non va bene, arrivando anche a modificare parti della storia. Si rischia di non trovare una fine e si continua a leggere fin quando non si ci stanca e si molla il manoscritto in un cassetto.

In genere mi impongo un limite che va dalle 3 alle, massimo, 5 letture anche perchè inizio ad odiare i personaggi e la storia XD. Dopo l'autocorrezione affido il lavoro a una persona fidata e amante della lettura che pazientemente segna eventuali errori che mi sono sfuggiti (<3)

Consiglio a chi inizia a fare la prima autocorrezione del suo lavoro o alle persone che ci perdono parecchio tempo:
1- datevi un limite di letture
2- passate il lavoro a 1 o 2 persone fidate che segnalano errori e danno consigli  sulla trama (è sempre meglio avere un parere esterno anche su questo)

E voi? Qual è il vostro approccio quando arrivate al momento dell'autocorrezione?

Alti post utili:
I concorsi letterari
Ho finito di scrivere il mio racconto/romanzo e ora?
Presentazione del libro degli esordienti: il tour delle Case Editrici
Il Self Publishing
La scelta della casa editrice!
Troppo corto - Troppo lungo

Stefania


giovedì 2 gennaio 2014

Troppo corto - Troppo lungo

Eccoci con il primo post del 2014 :)

Uno dei tanti problemi per uno scrittore è la lunghezza del  lavoro, ma per discuterne meglio dobbiamo parlare di due categorie:
1- racconti
2- romanzi

Racconti:
Apprezzo molto i racconti lunghi, anche se spesso si trovano in quel limbo editoriale in cui non si sa se definirli racconti lunghi o romanzi brevi. Proprio per questo motivo potrebbero creare problemi per la pubblicazione, nel caso in cui l'autore si affidi a una CE perchè se è troppo corto bisogna vedere se la casa editrice è interessata alla pubblicazione di racconti o di raccolte di racconti (e non tutte lo fanno). Le cose sono due: o inviate una e-mail di informazione dicendo che siete interessati a spedire un lavoro di tot caratteri (si considerano con gli spazi inclusi) oppure inviate direttamente il manoscritto. In genere non c'è una regola che definisce fino a quante battute si può considerare romanzo breve o racconto lungo un'opera, a volte dipende proprio dalla politica della casa editrice.

Romanzi:
Poi ci sono quei lavori in cui non è più lo scrittore a guidare la storia, ma sono i personaggi a guidare lo scrittore e così ci troviamo un mattone di 500 pagine di word. Anche quando si fa un lavoro troppo lungo non è di facile pubblicazione per un esordiente perchè la casa editrice farebbe un grosso investimento sul manoscritto (ovviamente si parla sempre di CE non a pagamento). In questo caso consiglierei o di cercare di stringere la storia, oppure di provare a dividerla in due o più volumi. Nel caso in cui vi riesce difficile mutare un lavoro già finito,  provate a inviarlo e incrociate le dita :)

Cercate di capire fin dall'inizio quanto lunga potrebbe uscire la storia e decidere sul da farsi, ad esempio, ultimamente sto lavorando a un romanzo, ma la storia è piena di intrecci e già so che ne uscirebbe un lavoro ben consistente per questo mi son data un termine di due libri :).
Ovviamente questi dilemmi non si pongono nel caso siete orientati al Self-Publishing :)

Avete avuto problemi del  genere :)? Come avete risolto alla fine?

Altri post utili:
-Ho finito di scrivere il mio racconto/romanzo e ora?
-Il Self Publishing
-La scelta della casa editrice!

Stefania

giovedì 21 novembre 2013

Il blocco dello scrittore

Cosa che capita a tutti gli scrittori, che è peggio di quando non c'è la voglia di scrivere, è il  famoso blocco!
In genere arriva dopo un periodo fruttuoso di scrittura, caso mai siamo arrivati a metà romanzo o peggio, quasi alla fine, o altre volte iniziamo il lavoro, ma già dai primi capitoli c'è qualcosa che non ci convince.
E' una delle cose peggiori proprio perchè capita nei periodi in cui si ha voglia di scrivere, ma tutto ad un tratto "bang"! Il vuoto più totale.
Ognuno affronta questo momento in modo diverso e così abbiamo:
- Lo scrittore ostinato: è quella categoria di persone che si mettono o davanti al pc o davanti un foglio di carta e non si scollano dalla scrivania fin quando non trovano il modo di sbloccarsi.
- Lo scrittore sognatore: si immagina di entrare nella sua storia e di prendere a schiaffi ogni singolo personaggio. Dialoga con loro e attua una strategia di azione per andare avanti.
- Lo scrittore inciucione (pettegolo): prende di mira amici o cugini o parenti e discutono sulla situazione dei singoli personaggi come se fossero veri.
- Lo scrittore in cerca di ispirazione: legge libri, guarda film o sente musica nella speranza di trovare un qualcosa che lo ispiri e che lo sblocchi.
- Lo scrittore goloso: per il nervoso si lancia sul barattolo di nutella, sui dolciumi o sul salato.
- Lo scrittore pacato: non fa niente per trovare una soluzione. Vive tranquillamente la sua vita cercando di non pensare al racconto. La sua filosofia: "l'idea arriverà al momento giusto".

Io mi trovo tra la categoria scrittore inciucione (metto in croce mia sorella XD) e  lo scrittore pacato.
Voi in che categoria vi trovate? Oppure vi approcciato al blocco dello scrittore in altro modo facendomi scoprire un'altra categoria? :)

Stefania


sabato 28 settembre 2013

Le abitudini di uno scrittore

Finalmente!
Giovedì mi sono levata di torno un mattone di esame.

Purtroppo, quando sono incasinata con gli esami dell'università, non riesco a trovare il tempo per dedicarmi neanche alla semplice lettura dato che faccio le ore piccole con lo studio e poi filo a nanna con al posto della testa una centrifuga. Adesso sono in astinenza di lettura e soprattutto di scrittura, ma è anche vero che non riesco a scrivere in qualsiasi momento della giornata o in qualsiasi situazione.

Credo che ogni scrittore abbia un momento o una situazione particolare in cui riesce a dedicarsi alla sua creazione.
Per quanto mi riguarda difficilmente riesco a scrivere di mattina, troppe distrazioni, non ho mai provato ad andare in un bar con il  pc, ma credo che il risultato sarebbe lo stesso.

La mia situazione ideale è di sera, quando a casa nessuno rompe le scatole, infilo gli auricolari e sento la musica in base al capitolo che devo scrivere e affianco al pc, oltre al fedele blocchetto in cui tengo scritte tutte le idee che mi vengono in mente nell'arco della giornata, in inverno c'è sempre  una calda tazza di tea o una tisana.
Così  sono capace di scrivere anche tre ore di fila e non accorgermi del tempo che passa.

E voi? Quali sono le vostre abitudini quando scrivete? :)

Stefania