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mercoledì 21 ottobre 2015

Recensioni Criccose: "A spasso con Bob" di James Bowen

Titolo: A spasso con Bob
Autore: James Bowen
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Narrativa contemporanea
Link di acquisto: Sperling & Kupfer  // Amazon

Sinossi: Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, impaurito e malato, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, un passato di alcol e droga, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L'ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob. Pian piano James riesce a farlo guarire, e a quel punto lascia il gatto libero di andare per la sua strada, convinto di non rivederlo più. Ma Bob è di tutt'altro avviso: per nulla al mondo intende separarsi dal suo nuovo amico e lo segue ovunque. Instancabile. Finché a James non rimane che arrendersi. È l'inizio di una meravigliosa amicizia e di una serie di singolari, divertenti e a volte pericolose avventure che trasformeranno la vita di entrambi, rimarginando lentamente le vecchie ferite, anche quelle più profonde.



Il libro è tratto da una storia vera e il protagonista, e quindi anche scrittore, è James Bowen, un ragazzo che ha una vita abbastanza turbolenta: da piccolo subisce atti di bullismo dai suoi compagni e vive in una famiglia non unita con un padre che ha un'altra moglie. 
Di carattere ribelle e impulsivo, decide di trasferirsi a Londra e cade, inevitabilmente, nel baratro della droga,  tagliando ogni contatto con i suoi pochi familiari. Dopo un periodo a vivere come un senza tetto, senza lavoro, senza un letto e un pasto caldo, decide di riprendere in mano la sua vita. Va in un centro di riabilitazione per tossicodipendenti e guadagna qualcosina suonando la chitarra per le strade londinesi. Anche se la vita è molto dura, nel suo cammino incontra un gattino di neanche un anno, dal pelo rovinato e con delle ferite. Dopo qualche tentennamento James decide di prendersene cura e da quel momento in poi i due sono inseparabili.

La storia è molto toccante e allo stesso tempo tenera. Se vi aspettate un libro pieno di azione e colpi di scena allora non fa per voi; è una lettura che tratta della vita del protagonista, in particolar modo si sofferma sui suoi problemi con la droga, i momenti di astinenza, la continua ricerca di un lavoro, ma il fattore predominante è senz'altro l'arrivo di Bob: un gatto (lo scrittore lo definisce un angelo) che con le sue attenzioni riesce a fargli prendere in mano la sua vita, superando tutte le difficoltà e gli ostacoli creati non solo dalle sue condizioni di salute, ma anche dalle persone che hanno pregiudizi verso un ragazzo che tutte le mattine esce di casa, con il suo animale domestico sulle spalle, per andare a suonare e guadagnare qualcosa.  Oltre "A spasso con Bob" c'è anche il secondo volume "Il mondo secondo Bob" che sicuramente comprerò perchè ormai mi sono affezionata a questa adorabile palla di pelo.


Qualcuno di famoso ha detto che la vita ci offre ogni giorno una seconda possibilità:
basterebbe allungare la mano e afferrarla al volo.
Il guaio è che di solito non ce ne accorgiamo e ce la lasciamo scappare. 

In particolar modo, per chi ama i gatti non si deve far scappare questo piccolo tesoro. Una lettura che nonostante la tematica e i problemi del protagonista, risulta leggera e piacevole. 

Il mio Jack con Bob <3

giovedì 8 ottobre 2015

Recensioni Criccose:"La fata dei Ghiacci" di Maxence Fermine

Titolo: "La fata dei Ghiacci"
Autore: Maxence Fermine
Editore: Bompiani
Genere: Libri per bambini e ragazzi, Fantasy
Prezzo ebook: 6,99 €
Prezzo cartaceo: 10,20 €
Link di acquisto: Amazon // Kobo

Sinossi: Malo pensava di trascorrere una spensierata vacanza sugli sci, ma il giorno stesso del suo arrivo in montagna si scatena una tempesta di neve. Una strana tempesta di neve.
E mentre cerca di non perdersi, il giovane finisce per scontrarsi con una ragazza bellissima e misteriosa, che vive in una casa di ghiaccio. Il suo nome? La Fata dei Ghiacci.
La sua missione? Accogliere i viaggiatori che si sono smarriti nel Regno delle Ombre d’inverno. Così Malo torna per la terza volta nel Regno delle Ombre, un luogo che ama molto, almeno quanto gli fa paura. E se questa esperienza non fosse frutto del caso, ma piuttosto un’occasione per affrontare le sue paure? Con l’aiuto della Fata dei Ghiacci, infatti, dovrà vivere molte avventure e trovare così la sua strada. Maxence Fermine, autore di Neve, torna dopo La piccola mercante di sogni e La bambola di porcellana con un racconto che trasporterà tutti i lettori nel regno incantato della poesia e dell’immaginazione.




" Quando si scompare per la prima volta, 
lo si fa in un sogno.
La seconda volta, 
non si sogna più.
La terza volta,
non si vive che nei sogni delle persone che si sono conosciute."



Ho comprato il primo volume della trilogia, "La piccola mercante di sogni", due anni fa e ne fui attirata in primis dalla copertina, poi mi catturò il titolo e dopo aver letto la trama ne fui subito conquistata. 
Così ho conosciuto Maxence Fermine e sono rimasta incantata dallo stile e dal Regno delle Ombre che è un luogo popolato da personaggi fuori la comune. Ho provato subito simpatica per il protagonista Malo, un ragazzino con nessun amico e con un padre e una madre troppo impegnati per porre attenzione al loro unico figlio. 
Nel primo volume ho conosciuto Lili, la simpatica e frizzante mercante di sogni dagli occhi dorati  e lo sfrontato Mercator, un gatto di  duecentotredici anni.

Nel secondo libro "La bambola di porcellana", Malo ritorna nel Regno delle Ombre, ma questa volta ha un aspetto molto più minaccioso e non assomiglia per niente al mondo magnetico e fantastico che aveva lasciato la prima volta, ma parliamo dell'ultimo volume.

Nella "Fata dei Ghiacci" Malo ha ormai tredici anni, i genitori gli organizzano una vacanza in montagna, ma dato che sono sempre molto impegnati la madre fa in modo che Malo possa soggiornare a casa della sorella: l'antipatica e scorbutica zia Orticaria. 
Durante la lezione di scii con l'istruttore, si scatena una tempesta di neve. Il ragazzo inevitabilmente si perde e si scontra con la simpatica e bellissima Lea, detta anche la Fata dei Ghiacci.

"Sbalordito, il ragazzo riuscì appena ad articolare: «La Fata dei Ghiacci?
Credevo che le fate esistessero solo nelle leggende.»
La fanciulla mostrò una certa irritazione: «Le leggende sono il riflesso della realtà. 
Ma è una cosa che sanno solo i bambini. E, a quanto pare, tu non sei più un bambino.»"

Lea decide di aiutare Malo a tornare a casa e di uscire dal Regno delle Ombre d'Inverno, ma per farlo deve trovare prima il Fiore di Neve e così inizia l'avventura; tra neve, esseri fatati, draghi, creature bizzarre, vecchi incontri, prove da superare e tanta fantasia.
La trilogia di Maxence Fermine non è solo una storia, ogni volume  è un piccolo tesoro che vuole trasmettere al letto più messaggi, morali e frasi che fanno riflettere.
Entusiasta, ma allo stesso tempo anche un pò triste di essere uscita dal Regno delle Ombre, vi lascio una delle piccole perle de "La Fata dei Ghiacci".

" «[...] impara a coltivare la forza della tua mente. 
È la chiave del successo nella vita. 
Le cose in cui crediamo fermamente finiscono sempre per avverarsi...»"

lunedì 5 ottobre 2015

Recensioni Criccose: "Il Creasogni" di Simone Toscano

Titolo: Il Creasogni
Autore: Simone Toscano 
Editore: Ultra
Genere: Narrativa contemporanea
Prezzo ebook: 7,99 €
Prezzo cartaceo: 16,00 €
Link di acquisto: Amazon // Feltrinelli // Mondadori // Ibs

Sinossi: Il Signor Ettore è un uomo schivo, di poche parole, con un velo di tristezza negli occhi. Nulla si conosce di lui, se non che possiede un dono speciale: sa di quale materia sono fatti i sogni. Ne conosce l’essenza lieve, che ha imparato a modellare, nella forma e nei colori, nelle sfumature e nei dettagli, riuscendo a creare visioni bellissime e avvolgenti. Nella piccola comunità di Mangiatrecase spetta a lui il compito di esaudire le richieste di chi, pur tra mille difficoltà, non vuole rinunciare a inseguire un sogno. Per tutti costruisce illusioni su misura, tranne che per sé e per la sua particolare “famiglia”: un cagnetto che lo segue come un’ombra, e un bambino, spuntato anche lui dal nulla. Dietro questa apparente serenità ribolle però un mondo di speranze infrante, di assenze e rimpianti, di amori perduti. Sarà un evento drammatico come l’improvvisa scomparsa del bambino a risvegliare i cuori dei protagonisti che troveranno la forza di superare le difficoltà della vita e di sognare ancora, con coraggio. Un romanzo lieve e delicato come un sogno, ingenuo e difficile come l’amore, vero come la vita stessa.




Il protagonista della storia è Ettore, chiamato dai compaesani di Mangiatrecase il Signor Ettore ed è conosciuto per la sua incredibile abilità, ovvero quella di dare vita ai sogni e farli arrivare a chiunque decida. Li crea nel vero senso della parola: li modella con le mani e con la mente e solo lui è in grado di vederli, ma per gli errori commessi in passato non è più capace di sognare.

“Creare un sogno è una delle arti più oscure al mondo e chi afferma di conoscerne i segreti mente senza dubbio alcuno. È un percorso delicato, quello che ne porta alla realizzazione. Raro, come rara è la capacità di visualizzare – chiudendo gli occhi e ponderando i battiti – la ipamìde, quella sostanza onirica granulosamente liquida che viaggia tra lo sguardo e il cervello, muovendosi nei condotti dell’apparato immaginante. Impresa rara, riuscire a percepirla. E ancor più raro è l’essere in grado di materializzarla, fino ad averla tra le mani.”

Il protagonista dai capelli bianchi come la neve e gli occhi bicolore, vive in una casetta a Mangiatrecase, si dedica alle sue creazioni in una bottega e i compaesani non fanno altro che commissionargli sogni sempre più belli e dettagliati.
Insieme a lui vivono Cerino che è un amico a quattro zampe, un bastardino dagli occhi vivaci, magro e dal pelo corto color saggina, e Catello, un trovatello di otto anni che Ettore ha accolto con affetto in casa e che diventa il suo piccolo apprendista. Tutto è perfetto, o quasi, in questo piccolo e tranquillo paese, ma un avvenimento scombussola ed eccita i compaesani di Mangiatrecase, soprattutto i bambini: l’arrivo del Circo Dupònn. Inspiegabilmente Catello, al contrario dei suoi coetanei, ne rimane terrorizzato, non si vuole avvicinare più del dovuto a quel tendone che tanto affascina gli altri. Ettore decide di fargli passare la paura e di accompagnarlo allo spettacolo. Il Creasogni riesce nel suo intento; seduto al suo fianco il bambino si diverte e sorride, ma le cose si complicano quando il Circo leva i battenti e insieme a lui scompare anche Catello.

Oso dire, almeno per il momento, che questa è la migliore lettura dell’anno che abbia fatto per una serie di fattori che adesso andrò a spiegare, ma in particolar modo per l’originalità della trama. Finalmente ho letto qualcosa di diverso, una storia che non si basa solo e unicamente sulla solita storia d’amore tra lui e lei, ma su un amore più forte e profondo.
Mi sono sentita subito in sintonia con Ettore che è un uomo cordiale, ma spesso anche insofferente a sostenere un discorso che vada più in là di poche frasi con le altre persone, come se si sentisse soffocato dal contatto umano, dal sentirsi in qualche modo “familiare” con qualcuno, eppure, nonostante lo scrittore gli abbia dato questo carattere è anche capace di gesti di estrema dolcezza in particolar modo con i bambini.
Catello è un personaggio vivace, solare e birichino e si diverte a tormentare il povero Ettore che, nonostante tutto, non si oppone più di tanto.
Ci sarebbero tanti, ma tanti altri personaggio da analizzare e che mi sono rimasti nel cuore, ma ovviamente non posso svelare più del dovuto.
Altra cosa che mi ha conquistata di questa piacevolissima lettura sono le piccole chicche create dallo scrittore come la Piovenica!

Piovenica era il nome che a Mangiatrecase ormai si usava per indicare la domenica, perché inspiegabilmente da qualche anno – un numero di anno che nessuno ricordava più – quel giorno incastonato tra il sabato e il lunedì era diventato, per definizione, un giorno di pioggia. E così qualcuno in paese si era preso la briga di coniare un nome per quelle ore tanto agognate durante la settimana: «piovenica», la domenica piovosa.

Lo stile di Simone Toscano è leggero, fresco, diretto e usa metafore dal suono delicato e poetico, scrittura perfetta per questa bellissima storia che consiglio sia a un pubblico adulto, ma anche ai più giovani.
Una storia che insegna l’importanza dei sentimenti e dei sogni, una storia che a fine lettura continua ad avvolgere il lettore in una coperta calda e confortevole riscaldandogli il cuore.