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lunedì 18 gennaio 2016

Blogtour “Extinction” Tappa 2 – I personaggi principali

Blogtour “Extinction”



Titolo: Fiamma & Tenebra vol. 2 EXTINCTION
Autore: Alessandro Aghina
Editore: Edicolors Joy Division
Genere: Fantasy/Sci-Fi
Link acquisto: Amazon

Sinossi: “L’uomo  è  schiavo  innanzitutto  delle  sue  paure” predica  il  Mistico,  il  misterioso  liberatore  di schiavi delle Terre del Moldan. Ari, la giovane scout protagonista del primo volume della serie, scoprirà ben  presto  che  nei  mitici “I  Tredici  Regni”,  le  Terre  al  di  là  del  mare  di  Dolan,  anche  solo  un  piccolo errore  potrebbe  esserle  fatale.  Assieme  a  un  inaspettato  compagno  di viaggio,  Ari  affronterà,  suo malgrado, una nuova avventura dal cui esito dipenderà la sopravvivenza dell'intera razza umana.
Stirpi  reali  dotate  d’inquietanti  poteri  psichici,  organizzazioni  di  crudeli  assassine,  monaci
guerrieri  maestri  delle  discipline  della  mente  e  gli  immancabili  Antichi  che  rimescolano  le  carte  del mazzo a loro piacimento: con tutto questo si dovrà misurare Ari la giovane scout protagonista del primo volume  della  serie.  Mentre  l’intrigante  Ezri  scoprirà  ben  presto  che  il  potere  conquistato,  può  essere perduto con estrema facilità.  In questo secondo volume della serie Fiamma e Tenebra, ci si addentrerà nei  mitici “Tredici  Regni”  del  Moldan;  in  quelle  spietate  terre  feudali  il  più  insignificante  degli  errori può avere conseguenze nefaste.



Tappa 2 – I personaggi principali



“L’animo umano può essere completamente malvagio? Oppure completamente e assolutamente buono? No, perlomeno non nelle persone in carne e ossa. Al di là di quesiti che si possono anche lasciare tranquillamente ai filosofi, personalmente ritengo che sia molto più interessante indagare le vette e gli abissi dell’animo umano, i conflitti, le speranze e le frustrazioni che proprio per questo faranno sembrare i personaggi  ancora più vivi e reali. I protagonisti non nascono e concludono la propria esistenza tra le pagine di un romanzo. Ciascuno si porta dietro il suo bagaglio di esperienze, ha delle passioni e spesso conduce la propria personale ricerca interiore.” (L’autore)
“Extinction” è un romanzo molto complesso, che vede la presenza di molti personaggi che spesso non interagiscono tra loro, ma sono egualmente essenziali per lo svolgimento della narrazione. Dopo questa premessa, dedichiamo questa tappa all’analisi dei personaggi principali.
Nel primo romanzo s’incontra la giovane Ari, che non è la classica eroina fantasy che maneggia fin da subito una spada come se non avesse mai fatto altro nella sua vita. A dire il vero, non maneggia affatto una spada, ma preferisce servirsi di daghe e pugnali da lancio che meglio si addicono alle sue mansioni di scout. Non è affatto invincibile in battaglia e più di una volta la vedremo soccombere contro avversari più forti di lei. Quello che non le manca proprio sono la tenacia e la voglia di imparare. Il suo primo compagno di viaggio, lo scorbutico mago Rowan, si dimostrerà un vero maestro di vita per lei. Mano a mano che la narrazione prosegue vedremo la giovane Ari liberarsi delle sue insicurezze per arrivare a dare il meglio di sé e non sarà certamente con la sola prestanza fisica e la destrezza che riuscirà a superare le sfide che l’attendono. Scoprirà, infatti, di essere dotata di un notevole potere telepatico che ha da sempre utilizzato in maniera inconscia per anticipare le mosse degli avversari. Una volta addestrata, questo le permetterà anche di leggere i pensieri delle altre persone e addirittura a comunicare con loro telepaticamente.
Ezri è, dopo Ari, il personaggio che trova maggiore spazio nella saga, soprattutto nel primo romanzo. Fin da subito mostra il peggio di sé: capricciosa, viziata, avventata, ninfomane, arrogante e prepotente. Ha un ruolo di tutto rispetto essendo a capo di una potente corporazione rivale di quella di Ari. Ezri è di una bellezza tale da lasciare senza fiato la maggior parte degli uomini che incrocia. Capelli lisci e neri come la notte, un visetto angelico, occhi a mandorla verdi e luminosi e una corporatura che pare scolpita nel marmo. Conscia di ciò, ne approfitta spudoratamente per trarne ogni possibile vantaggio. Difficile rimanere indifferenti dinanzi a un personaggio del genere: Ezri riesce a farsi nuovi nemici con una facilità che lascia stupefatti. Eppure… si scoprirà ben presto che c’è molto altro in lei. Non si spiegherebbe altrimenti perché le sue fedeli guardie del corpo la seguano con una dedizione che rasenta il fanatismo. Persino il Generale Karathos, comandante in capo delle sue truppe, che una Ezri furibonda umilia dinanzi a tutti creandosi l’ennesimo nemico, riuscirà, alcune settimane più tardi, non solo a perdonarle quel gesto sconsiderato, ma perfino a salvarle la vita quasi rimettendoci la propria. Pur con tutti i suoi lati oscuri, a volte perfino crudeli, Ezri con i suoi slanci altruisti rimane uno dei personaggi più difficili da catalogare dell’intera saga.
Darshan Ek n’tar, amministratore della Corporazione del Libero Commercio, è un consumato uomo d’affari che guida forse la più potente corporazione di Saipang. Nonostante ciò non lo si può certo definire altezzoso e arrogante. Una mente brillante, aperta e poco convenzionale gli consente spesso di essere un passo avanti ai suoi avversari. Sa farsi benvolere dai suoi sottoposti, ma a volte difetta della malizia e cattiveria necessarie per qualcuno che rivesta il suo ruolo. Il suo marcato senso dell’onore e della giustizia mal si concilia con la spregiudicatezza della volubile Ezri con cui ha un rapporto conflittuale.
Kai Sadi è il terzogenito della Regina Yemlai Sadi, uno dei tredici monarchi delle terre del Moldan.  Kai è un tredicenne molto curioso e vivace che ha avuto la fortuna di avere un tutore appartenente al popolo degli Antichi che gli ha fornito un notevole bagaglio di conoscenze. Il ragazzo ha una particolarità: ha un potere psicocinetico estremamente sviluppato che gli consente di controllare la temperatura. Con la semplice concentrazione è in grado di appiccare incendi oppure di spegnerli. Questo tipo di potere è presente nella linea genetica della sua famiglia, nel suo caso si è sviluppato così presto e con una tale potenza da mettere in pericolo tutta la loro famiglia. È solo grazie alla caparbietà di sua madre Yemlai, che si è opposta all’idea di abbandonarlo quando era ancora in fasce, che Kai si è salvato da morte certa. Nonostante sia un principe, la sua vita non è affatto semplice: essendo un figlio cadetto, non lo attende certo un futuro da regnante e non è per nulla scontato che lui potrà essere libero di vivere la sua vita come vorrà.
Nadira Sadi è la sorella maggiore di Kai. Graziosa e minuta, ha un temperamento da maschiaccio. Le piace tirare con l’arco e allenarsi a usare la katana. Non sa che farsene di gioielli e bei vestiti e non cerca la ricchezza. Se le fosse permesso vorrebbe vivere una vita normale, innamorarsi e magari sposarsi. La sua famiglia ha però altri piani per lei visto che intende inviarla presso il tempio del Fuoco a Gelva, la capitale dei Tredici Regni. La prospettiva della vita monastica non la entusiasma, ma Nadira non ha alcuna intenzione di mettersi contro la sua famiglia.
Akiko Kimura è una ricercatrice del popolo degli Antichi. Compare inizialmente come personaggio secondario nel primo romanzo della saga, avrà maggiore spazio in seguito. Slanciata ed elegante, occhi scuri a mandorla, capelli liscissimi, eburnei e lunghi. Bella, riservata e un po’ misogina. Ama molto il suo lavoro, è intelligente, precisa e costante, ma anche distratta, non sempre riesce a cogliere il quadro d’insieme.
Emaras Salazaan è il Phraim dei Tredici Regni. Ha dei poteri paragonabili a quelli di un Gran Visir, e in assenza dello Shah n’Shah (il Re dei Re) è lui a regnare in attesa che il Consiglio dei Sovrani elegga un nuovo Re supremo. Uomo riservato e indecifrabile, non abbandona quasi mai il Qas’r, il palazzo dello Shah n’Shah.  È in carica da molto tempo e controlla, grazie a una fitta rete di burocrati a lui fedeli, tutti i gangli vitali degli sterminati Tredici Regni; non per niente lo hanno soprannominato “Il Principe dei Sussurri”.

Shandor Raji compare già nel primo romanzo della saga in veste di inviato del Collegio di Controllo Metallifero, l’ente sovra-corporativo che svolge le funzioni di una super-banca, presso la Corporazione di Ezri. È un giovane Tecnocrate di bell’aspetto, a cui la conturbante Ezri inizia a dedicare qualche “attenzione”. Nel secondo romanzo, Shandor è diventato uno degli amanti di Ezri. I rapporti di forza sono ben definiti: è la volubile seduttrice a condurre il gioco, stuzzicando e manipolando il giovane Tecnocrate a suo piacimento. Shandor però dimostrerà ben presto di avere molte di quelle doti che permettono di avanzare rapidamente di carriera e non è da escludere che la docilità dimostrata nei confronti Ezri non fosse del tutto spontanea e che in realtà puntasse a essere lui un giorno a manovrare le redini del gioco.  


Regole per partecipare al giveaway finale :)

  1. Diventare lettori fissi di ciascun blog ospitante
  2. Commentare tutte le tappe o la maggior parte, per far vedere che si è attivi
  3. Condividere l'evento sui propri social (FB, Twitter, G+, Instagram...)
  4. Mettere mi piace alla pagina FB della casa editrice del libro: Edicolors Libri per ragazzi

lunedì 23 novembre 2015

Blogtour de "L'egoismo del respiro" - Estratto


Oggi ho il piacere di presentare la prima tappa del blogtour de "L'egoismo del respiro" di Giada Strapparava, opera edita da Lettere Animate.
Ecco qualche informazione :)


Titolo: L’egoismo del respiro.  
Autore: Giada Strapparava.
Editore: Lettere Animate.
Genere: Thriller psicologico.
Prezzo Ebook: 1,99€
Prezzo cartaceo: 21,00€ ( 17,85€ Mondadori e Feltrinelli.)
Pagine: 328
Data di uscita: 18 Marzo 2015
Ebook: Amazon
Cartaceo: Mondadori
Contatti: Pagina Autore


Sinossi:

Cuoco in una tavola calda a Sacramento, ottimo amico per i colleghi e quasi un figlio per i titolari. Una vita normale e soddisfacente se non fosse per l'innato istinto omicida e un personale senso di giustizia: Colton Miller è un'anima selvaggia, che ama uccidere i peccatori e che si diverte a cercare lo sgomento negli occhi delle sue vittime, decifrandone gli ultimi inutili pensieri; un'ombra tormentata dagli orribili e confusi ricordi d'infanzia, in cui la violenza tocca gli apici dell'inconscio e si mischia all'angoscia più profonda. Ma il passato non è l'unica cosa da cui scappare. C'è qualcos'altro, lì fuori: una minaccia. Un'entità che inizia a tormentarlo; qualcuno disposto a schiacciare chiunque si metta sulla propria strada. In tutto questo chi è la vittima e chi il carnefice? Ma soprattutto, dove finisce l'agonia e inizia il piacere?!

Biografia: Giada Strapparava nasce il 21 Giugno del 1994, in provincia di Verona. È una grande appassionata di criminologia, mentalismo, medicina legale e naturopatia.  L'egoismo del respiro è il suo romanzo d'esordio.


TAPPA ESTRATTO
Capitolo 1

Prediligo la pioggia. Le gocce rimbalzano sull'asfalto, ricoprendo come lacrime i vetri e rincorrendosi con la più totale indecisione dai palazzi. Molte volte vorrei essere così: sfuggente e impetuoso, ma mi limito a dar sfogo solo ai miei desideri più intimi e indiscreti.
Colton Miller era il mio nome, avevo trentaquattro anni e mi trovavo a Sacramento: una città statunitense, capoluogo della contea e capitale della California.
Sì, mi trovavo, perché in realtà non avevo una dimora fissa. Non rappresentavo il classico individuo
che tornava a casa la sera, cullato dal profumo di un pasto caldo e dall'affetto di una famiglia calorosa, che lo attendeva sulla soglia della porta, per riunirsi in quel sacro nucleo d’amore e bisogno. No, io ero racchiuso nella mia sfera d'odio e presunzione. Credo che nessuno possa capire il mio egocentrismo, ma cosa posso aspettarmi da un ammasso di lobotomizzati, che non fanno altro che seguire uno schema prefissato: crescere responsabilizzati, lavorare e creare profitto. Andare in chiesa e sposarsi con una donna che per di più non è in grado di cucinare una Maryland Crab Soup come si deve e sfornare una schiera di rampolli, che non sono altro che il prodotto dell'ignoranza e la ripetizione dell'uguaglianza della massa sociale.
Non sono sposato, per molto tempo ho avuto solo “relazioni” con puttane trovate nei pub dei centri più malfamati e nei quartieri più squallidi di Sacramento. In realtà amavo le relazioni con loro, duravano giusto il tempo di assecondare e cibare il mio desiderio.
Erano solo carne.
Carne malleabile. Carne fatta a perfezione di donna.
Mi piaceva conoscerle, o meglio, afferrare la loro più profonda fiducia. Molte volte offrivo un bicchierino di Whisky o di Mint Julep, non mi scomodavo troppo però; in fin dei conti dovevano solo caldeggiare i miei istinti, non di più.
Quando quelle donne avevano accontentato le mie esigenze, allora le eliminavo, le uccidevo lentamente quasi per ascoltare l'ultimo sussurro, una preghiera di supplico a quella fine non aspettata. Devo riconoscere però che era più eccitante sentire le loro vene scoppiarmi tra le mani mentre le soffocavo gradualmente, che non nello svolgimento del loro lavoro. La donna rappresenta per me solo la figura della più perfetta incarnazione della frivolezza e ipocrisia umana, non ha nulla da offrirmi, sono io che decido quanti minuti in più dare alla sua inutile esistenza.
Sono sieropositivo: ho l'AIDS.
Ne ero venuto a conoscenza qualche anno prima. Da allora, cercai di avere rapporti sessuali con più donne possibili. Non volevo morire da solo, non volevo essere egoista e morire corroso da questo virus senza far conoscere la sofferenza agli altri.
In un anno la mia residenza cambiava più volte, un giorno mi trovavo in una comoda e avvolgente roulotte, il giorno dopo in una camera d'albergo situata nei paraggi dell'autostrada di Fresno, affondata nel traffico. Cambiai identità una volta, forse due. Quel giorno mi chiamavo Colton Miller, il giorno dopo potevo chiamarmi in un altro modo.
Mi esaltava il mio essere nessuno, mi garantiva la mia totale incolumità. Mi sentivo come una di quelle foglie dorate d'autunno: precipitavo sul terreno umido provocando un soffice rumore, mi lasciavo trasportare dal dolce respiro del vento. Non conoscevo la mia meta e nemmeno la mia origine. Ero nato per vagare come una foglia nei marciapiedi, nelle strade e nei parchi, aspettando solamente la neve.


Capitolo 36
Mi trovavo dentro a un tugurio, un qualcosa di fortemente suggestivo e agghiacciante. Mi alzai da terra, ma le mie mani toccarono qualcosa di viscido e umido. Sangue. C’era sangue ovunque, ma la luce era soffusa e il liquido sembrava nero. Mi pulii le mani sulla maglia, ma anch’essa era tutta bagnata di sangue... il mio.
Al centro della maglia si allargava una macchia sempre più scura e appiccicaticcia e piano a piano si
estendeva anche ai lati. Ero ferito. Mi guardai attorno.
Mi domandai che diavolo di posto fosse e dove mi trovassi. Arrivò un uomo in lontananza: camminava piano e provocava uno strano rumore. A mano a mano che avanzava capii che quel rumore erano catene corrose, che gli erano state legate alle caviglie. Camminava zoppo a passi incerti e leggeri, il braccio teso e la testa piegata.
«Chi sei?» Urlai. Non ricevetti risposta e l’uomo si avvicinò ancor di più. Da quella distanza notai che la pelle stava marcendo, il tessuto presentava il classico deterioramento da peste: la cute si stava decomponendo e aveva dei grossi buchi di tessuto nero sparsi qua e là.
«Chi diavolo sei?!» Urlai più forte indietreggiando sul freddo pavimento umido. L’uomo emetteva degli strani versi, come dei lamenti infiniti che lo tormentavano da una vita. Si avvicinò ancor di più.
Il braccio sinistro gli era stato squartato: tendini e vene vibravano e si muovevano a ogni suo flebile passo e il tessuto formava una cavità ormai vuota e secca. Si avvicinò ancora. Il naso gli era stato tagliato e le labbra le erano state tolte a morsi. Presentava ancora lembi di carne, ma erano penzolanti e molto imprecisi. Alzò una mano verso di me.
«Porca puttana! Chi diavolo sei e cosa vuoi da me?!» Urlai con tutta la voce che avevo, ma sembrava non gli importasse. Stavo delirando. Ormai ci distanziavano solo pochi passi e lo vidi ancora meglio. Notai dei vermi uscirgli dalla lacerazioni marce del tessuto sulla gambe, si cibavano e si nutrivano della carne putrefatta e si torcevano su se stessi.
Stavo per vomitare. Ormai eravamo vicini, troppo vicini per scappare e la ferita al mio addome mi doleva troppo per alzarmi. L’uomo si avvicinò di più. Mi annusò ripetutamente. L’odore che emanava era simile al marciume da carne avariata. Mi fissò, gli occhi erano iniettati di un rosso sangue, mi puntò l’indice: alla punta vedevo l’osso che spuntava e spingeva sull’ultimo lembo di carne rimasto, sentivo il calore avariato del suo dito alla base della mia guancia. Spalancò la bocca: la lingua era nera.
Avevo paura e sudavo freddo. Non sapevo né chi fosse quell’uomo, né dov’ero. La cosa più assurda è che non sapevo se avesse bisogno d’aiuto o se era lui il carnefice. Dalla bocca uscì del gas maleodoranti e un fiotto di liquido giallo, poi parlò. La voce era arrochita, sembrava che non parlasse da anni. «Noah Pettison?»
Spalancai gli occhi e trattenni il fiato per qualche secondo. Chi era?! E come faceva a sapere il mio vero nome?
«S-sì…» Facevo fatica a emettere parole controllate. Ero terrorizzato, ma presi coraggio e continuai a parlare. «Come fai a sapere chi sono? Chi sei e cosa vuoi da me?!»
Piegò la testa prima a sinistra poi a destra. Poi la rimise dritta e spalancò di nuovo la bocca. Il viso si compose in un’opera ossuta e scheletrica, si avvicinò ancor di più. L’alito mi spostò i capelli. «Sono la morte.»

Seguite le altre tappe del blogtour!



L'egoismo del respiro blogtour
dal 23 novembre al 2 dicembre

Durata blogtour
Le tappe saranno online nella settimana dal 23 novembre al 2 dicembre. Tuttavia vi daremo tempo per partecipare fino al 6 dicembre compreso. Le partecipazioni dal 7 dicembre 00.01 non saranno prese in considerazione.

Tappe
Cricche mentali di un'aspirante scrittrice23 novembre – Estratto
The Bibliophile Girl25 novembre - Personaggi
Atelier di una Lettrice Compulsiva27 novembre - Intervista
Scritto.io - 30 novembreArgomenti
Penna d'oro - 2 dicembreRecensione

Regolamento
A blogtour finito faremo un elenco di tutti i partecipanti e assegneremo loro un numero, da 1 andando avanti progressivamente. Questo servirà per l'estrazione casuale tramite il sito random.org.
Cosa dovete fare per partecipare?
        diventare lettori fissi dei blog partecipanti;
        mettere un like alla pagina facebook dell'autrice Giada Strapparava autrice;
        commentare tutte le tappe

Premio & Vincitore
Ci sarà un vincitore, che si porterà a casa una copia cartacea de “L'egoismo del respiro”. Una volta estratto tramite il sito Random.org controlleremo che abbia rispettato tutte le semplici regole. Dopodiché l'autrice lo contatterà per accordarsi per l'invio del libro.
Il vincitore sarà comunicato sul blog The Bibliophile Girl in data 9 dicembre.
NB. per l'invio del cartaceo sarà necessario fornire all'autrice un indirizzo. Pertanto si astenga dal partecipare chi non vuole fornirlo.